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I temi dei libri
Osservazioni e analisi sulla Lombardia, di AA.VV.
Si parla da sempre, da parte giornalistica come da parte politica, della Lombardia (o della sola Milano) come “motore economico” o “locomotiva” dell’Italia (e, di Milano, come della sua “capitale morale”), inoltre queste formulazioni sono assunte come indiscutibili verità. Prescindendo dal loro carattere banale ed enfatico (a cui a contrasto corrispondono, a destra, ma anche nel sentire comune di una parte dei lombardi, “Roma ladrona” e il Mezzogiorno “parassitario”, ovvero “a carico” del Nord), il “motore economico” e la “capitale morale” sono defunti da un pezzo. La Lombardia, come ci dice una quantità di indicatori economici, non solo procede economicamente più lentamente ma è da tempo largamente a carico del resto d’Italia. Si potrebbe dire che per certi aspetti lo è sempre stata: l’afflusso degli anni cinquanta e sessanta di immigrati dal Mezzogiorno, quando la Lombardia era effettivamente un “motore economico”, fu di gente la cui produzione e la cui formazione alla Lombardia non erano costate niente e che però le portava, con le sue braccia e le sue intelligenze, grande ricchezza. Tuttavia oggi c’è di diverso che la Lombardia prende dal resto dell’Italia molto più di quello che dà. Quanto poi all’assunto che fa di Milano la “capitale morale”, c’è che questa città è stata il luogo di partenza di Tangentopoli semplicemente perché uno dei luoghi fondamentali in Italia, anzi quello quantitativamente più significativo, del saccheggio a opera del craxismo e dei suoi partners del patrimonio pubblico e del territorio, del finanziamento illegale alle formazioni politiche e della corruzione, anche ai livelli più bassi e diffusi, della pubblica amministrazione.










