Cesare Luporini e il suo pensiero, di Roberto Mapelli

   
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Roberto Mapelli

 

CESARE LUPORINI E IL SUO PENSIERO

 

Con una prefazione di Fulvio Papi

 

Questo lavoro intorno al pensiero di Cesare Luporini non nasce esclusivamente da un interesse storico-filosofico, dalla giusta esigenza di collocare e commentare un importante protagonista della nostra cultura a cent’anni dalla nascita (Luporini è nato a Ferrara nel 1909), ma anche, e forse soprattutto, dalla profonda convinzione della sua importanza, della sua “utilità” nel travagliato periodo storico e culturale che stiamo attraversando.

La riflessione di Luporini attraversa le correnti filosofiche principali del Novecento: idealismo, esistenzialismo, marxismo. Questo itinerario è caratterizzato da momenti di passaggio assai critici vissuti sul piano teorico della filosofia, su quello pratico-esistenziale e politico, in presa diretta con i grandi eventi storici di oltre mezzo secolo: il fascismo, la guerra, la guerra fredda, la crisi dello stalinismo, il crollo del socialismo reale nell’Ottantanove (e la fine del Pci in Italia).

L’oggetto specifico di questo lavoro è il marxismo di Cesare Luporini ed è affrontato sulla base di un taglio generale di tipo cronologico.

La prima parte (1935-1955), che ha un carattere introduttivo, assolutamente non analitico, descrive il periodo precedente (e di passaggio) alla “conversione” marxista e comunista di Luporini: quello esistenzialista e degli scritti storico-filosofici.

La seconda e la terza parte (1955-1980) analizzano i maggiori scritti marxisti di Luporini con un doppio taglio: da una parte, in negativo, affrontando lo scontro polemico di Luporini con lo storicismo marxista, dall’altra, in positivo, ricostruendo la sua proposta interpretativa: l’analisi delle forme.

La quarta parte (1980-1990) ha un carattere conclusivo, se pur analitico, e riguarda la fine della riflessione marxista di Luporini, propriamente detta: l’abbandono di una prospettiva marxista come quadro teorico complessivo e dominante; il “ritorno” a G. Leopardi e, con questo, la riaffermazione dell’attualità e del bisogno di un orizzonte comunista per il presente.

Le conclusioni riprendono per sommi capi i temi di una nostra proposta interpretativa, che vede il marxismo di Luporini in una posizione originale nel panorama storico-filosofico europeo, come terza via tra il “marxismo orientale” e il “marxismo occidentale” e, in questa situazione, il suo rapporto con chi, a nostro parere, ha percorso più energicamente e significativamente questa strada: il Lukàcs nell’ultima parte del suo pensiero.

 

Roberto Mapelli ha quaratacinque anni e ha studiato filosofia all'Università Statale di Milano. Lavora per l'Associazione Culturale Punto Rosso.

 

Collana Il presente come storia, pagg. 232, 12 euro

 


   

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