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I temi dei libri
Raniero Panzieri Un uomo di frontiera, di Paolo Ferrero
Raniero Panzieri è stato il fondatore della rivista Quaderni rossi (Torino, 1961) che comunemente viene individuata come il punto di partenza dell'operaismo italiano.
L'attività di ricerca dei Quaderni rossi è stata però solo lo sbocco di una ricca e coerente attività svolta da Panzieri nell'ambito del movimento operaio e della sinistra italiana: allievo ed amico di Rodolfo Morandi, segretario dell'Istituto di studi socialisti (1946-1948), segretario regionale del Psi in Sicilia (1949-1953), membro della Direzione nazionale del suo partito; Panzieri sembrava destinato alla "grande carriera" nella trafila delle organizzazioni ufficiali di partito: ma ad un certo punto invece di diventare uno dei tanti organization men, di cui era ricca anche allora la sinistra italiana, egli preferì abbandonare ad una ad una le posizioni ufficiali, pur di seguire con totale coerenza la sua strada: quella dell'intellettuale che vuole sempre cercare la verità, e vuole anche dirla, a costo di essere isolato, odiato, licenziato. La verità che egli cercava non era una verità per "intellettuali di sinistra": doveva essere una verità valida davanti ai cancelli della Fiat, come nelle miniere di Lercara. E lo era.
Panzieri è morto a Torino il 9 ottobre 1964 all'età di soli 43 anni. L'ambizione di questo libro, a 40 anni dalla morte è duplice. In primo luogo semplicemente ricordare il compagno Raniero Panzieri, troppo facilmente dimenticato. In secondo luogo tentare di riaprire una attenzione sulla sua figura e sulla sua elaborazione, suggerendo sommessamente che può essere un nostro utile ed interessante "compagno di strada".










