Il castello di sabbia, recensione a cura di Alberto Castagnola

   
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Recensione comparsa su Carta mensile agosto

Il castello di sabbia

dell’Anima mundi

di Alberto Castagnola

 

Un bambino sulla spiaggia sta costruendo il suo castello di sabbia, suo padre lo guarda e la metafora balza intera nella sua mente. Raffaele K. Salinari in «Il castello di sabbia» [Punto rosso-Carta, 184 pagine, 10 euro] parte dal lavoro del bambino, che sceglie il punto dove il mare con moto perpetuo copre e scopre la riva, dove la sabbia solo in parte bagnata può essere adoperata per la costruzione, e che esprime la sua gioia piantando la bandiera sulla cima; però quando arriva l’onda, prevista e non temuta, il bimbo vede sciogliere la sua opera e contento del lavoro compiuto, si tuffa tra le onde e salta tra le spume.

Da qui, l’autore completa il lavoro iniziato nei due precedenti libri [«Re-esistenza e sopravvivenza» e «Il gioco del mondo»] e affronta il grande tema della soglia che separa il dentro e il fuori del pensiero umano, il visibile e l’invisibile, il noto e l’ignoto e che, una volta individuata e acquisita come dimensione di riflessione e azione, può avvicinare all’armonia che unisce la terra al cielo e le visioni universali alle concezioni individuali. Le prime citazioni di scrittori lontani nel tempo pongono subito in chiaro la portata della ricerca che viene proposta: «la trama, [armonia], nascosta è più forte di quella manifesta» dice Eraclito di Efeso; e ancora: «È sempre meglio sognare di tessere a un telaio appena iniziato, piuttosto che a uno dove il tessuto sia già pronto per il taglio finale, perché esso corrisponde alla vita» dice Artemidoro. Poi Salinari accompagna il lettore in un gioco continuo di citazioni e richiami, da un’epoca all’altra, da un luogo vicino ad un continente lontano.

Vengono approfonditi i rapporti tra i loghi e i simboli, si delineano le strade per cogliere l’essenza delle cose nascoste, dell’Invisibile: si coglie la mortificazione dell’immagine che possiamo avere del mondo, causata dalla sua mercificazione. Un altro aspetto di questo percorso affascinante merita di essere ricordato: si tratta del rapporto delle potenzialità umane con le condizioni sociali ed economiche dei paesi industrializzati.

Fin dalle prime pagine l’autore ricorda che «l’accumulo dei beni materiali e immateriali che ci ossessiona, è dunque pagato a un caro prezzo: la nostra scissione dall’anima mundi», e più avanti: «la vita dell’uomo moderno è un brulicare di miti semidimenticati, di ierofanie decadute, di simboli abbandonati». La complessa origine di questa scissione, i meccanismi che la diffondono e le logiche conseguenze che ne derivano sono parte integrante del percorso, sono i vincoli che devono essere individuati e superati se veramente si vuole comprendere l’armonia segreta dell’universo.

L’analisi di Salinari è chiara: «L’atteggiamento predatorio nei confronti della natura e di tutte le altre espressioni vitali, compresa quella umana, l’ansia consumogena che distrugge le basi materiali e spirituali della Vita, l’orrore del vuoto esistenziale che l’Occidente, e gran parte del mondo economicamente e culturalmente colonizzato, cercano di esorcizzare nel tempo speso all’interno del tempo speso all’interno dei centri commerciali - dispositivi raffinatissimi, costruiti per organizzare e sfruttare l’angoscia con dosi massicce e crescenti di consumo - la violenza securitaria e le ansie senza nome che le vite subiscono con l’irragionevole aggressività che ne consegue, sono tutti segni materiali ed immateriali di una «privazione» che organizza l’alienazione mortificante tra noi e il Mondo; la modalità di vita che il bioliberismo riesce a imporre alla nostra anima personale, è allora, tanto più condizionante, quanto più essa risulta separata dall’anima mundi».

L’intero percorso costituisce una chiave di lettura dei pensieri e delle sensazioni comuni a tutti gli esseri umani, che può contribuire ad una loro liberazione dai condizionamenti storici e dai meccanismi economici, aprendo la prospettiva di una vita più intensa e più legata all’armonia, spesso nascosta, che regge il mondo delle cose e degli esseri viventi.


   

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